I progetti

L’Unità di ricerca dell’Università della Tuscia, attiva presso il Dipartimento di istituzioni linguistico-letterarie, comunicazionali e storico-giuridiche dell’Europa (DISTU), si occupa del tema Le strutture argomentative dell’italiano contemporaneo in contesti di formalità variabile, nell’ambito del PROGETTO DI RICERCA FIRB 2009-2012 – “Perdita, mantenimento e recupero dello spazio linguistico e culturale nella II e III generazione di emigrati italiani nel mondo: lingua, lingue, identità. La lingua e cultura italiana come valore e patrimonio per nuove professionalità nelle comunità emigrate” – un progetto strategico di ricerca finanziato dal MIUR che coinvolge diversi atenei ed enti di ricerca italiani (Università per Stranieri di Siena, Università di Salerno, Università della Tuscia, Università di Udine, Università della Calabria, ELEA società di servizi formativi e consulenziali).

L’Unità capofila è l’Università per Stranieri di Siena. Il coordinatore scientifico nazionale è il prof. Massimo Vedovelli. Il responsabile scientifico dell’Unità della Tuscia è la prof.ssa Raffaella Petrilli.

L’interesse dell’unità di ricerca dell’Università della Tuscia si è concentrato sui modi in cui la lingua e la cultura italiane circolano fuori dall’Italia, e soprattutto nei Paesi che sono stati la meta delle ondate migratorie italiane dall’Ottocento in poi, con due obiettivi: esaminare sia la lingua italiana che circola attualmente al di fuori dei confini italiani ed è quindi recepita anche dalle generazioni di immigrati italiani all’estero sia il modo in cui sono, oggi, “rappresentate” la lingua e la cultura italiane al di fuori di quei confini.

Il primo obiettivo è motivato da fatto che l’italiano, come ogni lingua, evolve e cambia costantemente. Entrano nell’uso parole nuove, altre si fanno meno frequenti, fino a scomparire; si acquisiscono espressioni o locuzioni straniere, o modelli di costruzione di locuzioni e enunciati da lingue che appaiano particolarmente prestigiose nel momento storico attuale. Dunque, è necessario un monitoraggio che raccolga i possibili cambiamenti recenti dell’italiano nel contesto d’uso costituito dai discorsi dell’informazione e della comunicazione, veicolati dai mezzi di comunicazione di massa: stampa, radio e televisione, Internet.

Quanto al secondo obiettivo – in che modo siano attualmente rappresentate la lingua e la cultura italiane al di fuori dei confini italiani –, abbiamo cercato di osservare l’“offerta” che proviene dall’Italia, ponendo sotto osservazione i procedimenti discorsivi utilizzati nella comunicazione informativa o di altro genere proposta dalla programmazione radiotelevisiva italiana destinata a essere fruita anche, o soltanto, all’estero. I dispositivi discorsivi, conversazionali e pragmatici contribuiscono a costruire una rappresentazione linguistica di ciò di cui si parla e, quindi, la cultura italiana consiste anche nel modo in cui rappresenta se stessa e il mondo attraverso i discorsi (e gli stili discorsivi) che produce. In buona parte, gli stili discorsivi sono determinati, in genere, dal mezzo di comunicazione adottato, ma, come accade anche ad altri aspetti del linguaggio, sono anch’essi soggetti alla trasformazione e al cambiamento.

Abbiamo tradotto i due obiettivi in tre domande specifiche:
a) come è rappresentata la lingua italiana sulla stampa estera, dunque da parte di non italiani;
b) come è rappresentata la cultura italiana sulla stampa estera, sempre da parte di non italiani;
c) quale lessico e quali procedure discorsive sono usati nella comunicazione radiotelevisiva in italiano.

Presentiamo alcuni risultati di sintesi della nostra ricerca.

Italianismi nella stampa estera

CordiTus – Corpus di italiano televisivo dell’Università della Tuscia per usi semantici

Specifiche per la trascrizione annotata dei testi audiovisivi

Metafore ed espressioni idiomatiche

Registro delle trascrizioni

 

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