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Alberto Beretta Anguissola

Alberto Beretta Anguissola

L-LIN/03 Letteratura francese

Ruolo: prof. ordinario

Studio: Via San Carlo 32, 1°piano edificio centrale, studio n.9

Telefono: 0761 357862

Email: anguissola@mclink.it



 

 

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Le pagine con i programmi aggiornati dei singoli insegnamenti sono disponibili sulla piattaforma didattica (http://www.didattica.unitus.it/web/index.asp?anno=2017): selezionare il proprio corso di studio, e poi, dalla colonna di sinistra, il link "Insegnamenti attivi".

Alberto Beretta Anguissola è nato a Firenze il 31 maggio 1947. Trasferitosi a Roma fin dal 1952, vi ha svolto gli studi laureandosi in Lettere moderne nel 1972 con una tesi su Proust, sotto la guida del prof. Giovanni Macchia. E' professore di prima fascia dal 1981. Ha insegnato nella Facoltà di Magistero di Salerno nel triennio dello straordinariato, ed è stato poi chiamato nella nuova Facoltà di Lingue di Viterbo. Nell'una e nell'altra è stato Direttore di Istituto. A Viterbo ha fatto parte per tre mandati del Consiglio di amministrazione. Molto interessato alla dimensione internazionale dell'attività universitaria, nella prima fase di funzionamento del programma Erasmus è stato coordinatore di una rete di scambi. Ha svolto per sei anni un affidamento presso la Facoltà di Lettere dell'Università “La Sapienza” di Roma . Ha studiato l'opera di Proust da vari punti di vista, contribuendo ad una migliore conoscenza biografica mediante la pubblicazione di alcuni testi giovanili inediti, ma si è soprattutto soffermato sulle tematiche filosofiche presenti nella Recherche (con il saggio Proust inattuale che nel 1976 ottenne il premio Viareggio - Opera Prima) e sull'interpretazione dei numerosi riferimenti intertestuali e interdisciplinari che Proust inserisce nel testo per aggiungere ad esso importanti significati ulteriori fino a formare un “criptotesto” parallelo rispetto a quello più visibile. Questo lavoro di scavo, stimolato dalla annotazione di quattro delle sette parti della Recherche per la traduzione pubblicata nei “Meridiani” ha portato a risultati apprezzati a livello internazionale, con conseguente partecipazione a convegni in Francia, in Germania e negli Stati Uniti. Ha inoltre studiato particolarmente il genere letterario dei viaggi immaginari nel Seicento e nel Settecento, il romanzo di formazione, il teatro di Racine e Molière. Si è anche interessato al pensiero di René Girard, del quale ha tradotto il libro Quando queste cose cominceranno.

-Traduzione di J. A. Barbey d'Aurevilly, L'Ensorcelée, Milano, Rusconi, 1974;

- Proust inattuale, Roma, Bulzoni, 1976;

 - Anna de Noailles, in  I contemporanei. Letteratura francese, vol. I, Roma, Lucarini, 1976, pp. 71-77;

- Charles Péguy, ivi, pp. 339- 55 ;

 - Marthe Bibesco, in I contemporanei. Letteratura francese, vol. II, Roma, Lucarini, 1977, pp. 759-63;

 - Introduzione e traduzione di Principessa Bibesco, Al ballo con Marcel Proust, Palermo, Sellerio, 1978;

- Péguy e la scrittura della morte, in Péguy vivant, Atti del convegno internazionale svoltosi a Lecce dal 27 al 30 aprile 1977, Lecce, Milella, 1978, pp. 399-406;

- Le città dell'ombra, Roma, Bulzoni, 1979 (raccolta di tre saggi inediti e di quelli precedentemente pubblicati in "Paragone" e "micromegas”);

- Una lettura di “Un grido lacerante” di Anna Banti, in “Paragone/Letteratura”, Agosto 1981, pp. 77-81;

 - Mostri ed immaginario illuminista, "Paragone", n° 394, dicembre 1982, pp. 48-68;

 - Utopia e romanzo, in AA.VV., Scritti in onore di Giovanni Macchia, Milano, Mondadori, 1983, t. I, pp. 295-303;

 - Note a M. Proust, Dalla parte di Swann, La parte di Guermantes, La Prigioniera, Albertine scomparsa, in Alla ricerca del tempo perduto, trad. di G. Raboni, Milano, Mondadori, 4 voll., 1983-93 (è stato il primo esauriente commento esplicativo del romanzo di Proust, modello anche delle successive edizioni francesi, compresa quella della "Pléiade", diretta da J.-Y. Tadié);

- Mercier, Leopardi e le contraddizioni dell'illuminismo, "Saggi e ricerche di letteratura francese", vol. XXIV - 1985, pp. 29-83;

- Introduzione a Laclos, Le amicizie pericolose, Torino, Einaudi, 1986;

 - Uno strano affresco di Elstir, "Paragone", n° 3 (448), giugno 1987, pp. 98-105, ripreso in Proust oggi, a cura di L. De Maria, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, 1990, pp. 153-59;

 - Da Proust al "Polifilo" attraverso Carpaccio, "Roma nel Rinascimento", 1989, pp. 49- 72;

 - (in collaborazione con altri curatori): M. Proust, Écrits de jeunesse 1887-1895, Paris, Institut Marcel Proust international (con il contributo dell’Università della Tuscia), 1990  (Beretta Anguissola si è occupato in particolare del materiale depositato da Robert Dreyfus alla Bibliothèque  Nationale); il volume è stato poi tradotto a cura di B. Piqué presso Mondadori nel 1992, con introduzione e altri scritti di A. Beretta Anguissola;

 - Bibbia e utopia, "Rivista di Letterature moderne e comparate", vol. XLV, 1992, pp. 331-44: relazione svolta al convegno sull'utopia organizzato dall'Università di Haifa (Israele) nel 1990;

- I problemi di un commento al romanzo di Proust, "Filologia e critica", anno XIX, fasc. III, settembre-dicembre 1994, pp. 367-92;

 - Pèlerinages proustiens à Venise, "Bulletin Marcel Proust", n° 44, 1994, pp. 42-58;

- cura di P.- F. Lacenaire, Memorie di un assassino, Roma, Editori riuniti, 1994;

- Morel: un segno dei tempi, in Personnages proustiens (Atti del Colloquio svoltosi a Parma l'11 marzo 1993), Università degli Studi di Parma, 1995, pp. 19-32;

 - Crítica y escritura:  retrato del critico como rumiante, "Cuadernos hispanoamericanos", n° 562, abril 1997, pp. 47-64; Critique et écriture: portrait du critique en ruminant, "Roman 20\50", n° 24, déc. 1997, pp. 123-40: relazione al convegno internazionale su "Marcel Proust und die Kritik", svoltosi a Berlino nel 1996.  Negli atti, pubblicati successivamente, l’intervento si intitola: Critique et écriture. Portrait eines “Wiederkäusers”: der Kritiker”, in  Marcel Proust und die Kritik. Beiträge  des Symposions “Proust und die Kritik” der Marcel Proust Gesellschaft in Berlin 1996 herausgegeben von Dieter Ingenschay und Helmut Pfeiffer, Frankfurt am Main und Leipzig, Insel Verlag, 2000, pp. 231-54;

 - Il senso segreto della “Recherche” in L’angelo della notte, Chiasso, Circolo “Cultura”, 1997, pp.  41-72;

- Premessa a AA.VV., Il prisma dei moralisti, per il tricentenario di La Bruyère, Atti del Convegno dell’Università della Tuscia e della Libera Università Maria ss. Assunta  22 – 25 maggio 1996,  Roma, Salerno, 1997, pp. 7-10;

 - Piero Marrucchi nei ricordi di famiglia, in Piero Marrucchi – Giuseppe Prezzolini, Carteggio 1902-1918, a cura di A. Piscini, Roma, Edizioni di Storia e letteratura, 1997, pp. 61-122;

 - Roma e la romanità in Proust, in Roma nella letteratura francese del novecento, Atti del XXIII Convegno della Società universitaria per gli studi di lingua e letteratura francese, svoltosi a Roma dal 6 all’8 novembre 1997, Roma, Aracne, 1998, pp. 243-48;

- Le doute philologique, in “Bulletin d’informations proustiennes”, n. 29 – 1998, pp. 67-80;

 - Note a M. Proust, Dalla parte di Swann, in Alla ricerca del tempo perduto, Milano, Mondadori, vol. I, nuova edizione riveduta e accresciuta, 1998, pp. 1153-1271;.

- Proust e la Bibbia, Milano, Edizioni S. Paolo, 1999;

 - Proust et les peintres italiens, in Marcel Proust: l’écriture et les arts, catalogo dell’esposizione svoltasi dal 9 novembre 1999 al 6 febbraio 2000 alla Bibliothèque Nationale de France, a cura di Jean-Yves Tadié, con la collaborazione di Florence Callu, Paris, Gallimard, 1999,  pp. 33-41;

 - Note a M. Proust, La parte di Guermantes, in Alla ricerca del tempo perduto, Milano, Mondadori, vol. II, nuova edizione riveduta e accresciuta, 1999, pp. 939-1167.

 - La lobby Verdurin, in Quaderni proustiani, Napoli, Arte Tipografica, 1999, pp. 23-40,

 - Le figure parentali nei testi utopici,in Vite di utopia, Atti del convegno svoltosi a Gargnano sul Garda dal 9 all’11 giugno 1997, Ravenna, Longo Editore, 2000, pp. 37 – 50;

 - Les Archétypes de la “Recherche” - Proust ésotérique, relazione  al convegno “Nouvelles directions de la recherche proustienne”, svoltosi a Cerisy-la-Salle dal 2 al 9 luglio 1997, in “La Revue des Lettres modernes”, serie su Marcel Proust, n. 2.1, Paris, Minard, 2000, pp. 79-96;

 - « Fins de siècle » e Giubilei nella letteratura francese : dal senso della crisi all’attesa,in Il Giubileo, a cura di Andrea Sanfilippo, Roma, Istituto Nazionale di Studi romani, 2000, p. 9-24;

-         Les études françaises en Italie dans les dix dernières années, in « Revue d’histoire littéraire de la France », septembre-octobre 2000, pp. 1426-30 .

 -         Senso della crisi e senso della memoria nella Recherche” di Proust, in “Atti dei Convegni Lincei”. Convegno internazionale “Il senso della memoria”, Roma 23-25 ottobre 2002, Roma, Accademia Nazionale dei Lincei, 2003, pp. 105-117;

 -         Prefazione a H. R. Jauss, Tempo e ricordo nella “Recherche” di Marcel Proust, Firenze, Le Lettere, 2003, pp. 7-17;

 -         Arte e desiderio in Proust, in “Quaderni proustiani”, 2004, pp. 24-36;

 -         Grande guerra e mito rurale nella letteratura francese del primo ‘900. Il caso Proust, ovvero La distruzione di Combray, in Atti del convegno “Sociétés rurales du XXe siècle. France, Italie, et Espagne, sous la direction de Jordi Canal, Gilles Pécout et Maurizio Ridolfi, École française de Rome, 2004, pp. 327-340 ;

 -         Proust e Fidia : qualche paradosso sulla modernità degli antichi, in AA.VV., Il classico violato. Per un museo letterario del ‘900, a cura di Roberta Ascarelli, Roma, Artemide, 2004, pp. 101-109;

 -         Temi e metafore cristiani nel romanzo di Proust, in AA.VV., Il Cristianesimo fonte perenne di ispirazione per le arti, a cura di Franco Carlo Ricci, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2004, pp. 55-72.

 -         Le conchiglie della druidessa : una nuova ipotesi sulla genesi dell’episodio della « petite madeleine » nel romanzo di Proust, in AA. VV., Satura. Studi in onore di Franco Lanza, a cura di Renato Badalì, Viterbo, Sette Città, 2003, pp. 23-52;

 -         Introduzione, traduzione e note del volume di R. Girard, Quando queste cose cominceranno, Roma, Bulzoni, 2005, 180 pag.;

 -         Stratégies littéraires dans la correspondance de Laclos, in AA.VV., Deux siècles de « Liaisons dangereuses », textes réunis par Michel Delon et Francesco Fiorentino (atti del convegno svoltosi a Taranto in occasione del bicentenario della morte dello scrittore), Taranto, Lisi, 2005, pp. 91-110 ;

 -         Il lato ebraico della pietra, in AA.VV., Journées Proust III. La “Recherche” tra Apocalisse e Salvezza, Atti del Convegno di Urbino. 14 e 15 maggio 2003, Fasano, Schena, 2005, pp. 15-22;

 -         A proposito di “Proust en Italie”, “Rivista di Letterature moderne e comparate”, LVIII, f. 3, 2005, pp. 317-320;

 -         Le texte caché racinien : doutes et hypothèses, « Cahiers de littérature française », IV, octobre 2006, Bergamo-Paris, Sestante-L’Harmattan, pp. 75-88 ;

-         La nostalgia del presente in Proust, Helleu e Boldini, in Boldini, Helleu, Sem. Protagonisti e miti della Belle Époque, Catalogo della mostra svoltasi a Castiglioncello dal 7 luglio al 12 novembre 2006, Milano, Skira, 2006, pp. 45-49;

-          Raboni traduttore di “Du côté de chez Swann”, in « Premio Città di Monselice. Per la traduzione letteraria e scientifica », nn. 34-35, a cura di Gianfelice Peron, Monselice, Il Poligrafo, 2007, pp. 237-246.

 -         A proposito di alcuni errori dolosi o colposi nelle traduzioni di Proust, “Quaderni proustiani”, 2007, pp. 109-121;

 -         Sull’utilità e il danno della storia per il romanzo: Guerra, cronaca e costume nella “Recherche” di Proust, in AA. VV., La storia nel romanzo(1800-2000., Atti del convegno della Fondazione Sigismondo Malatesta, svoltosi a Sant’Arcangelo di Romagna il    200, a cura di M. Colummi Camerino, Roma, Bulzoni, 2008, pp. 105-133;

-         Philosophie nouvelle ou fin de la philosophie dans  « Le Temps retrouvé », in Proust et la philosophie aujourd’hui,atti del convegno svoltosi a Gargnano nel settembre 2006, a cura di M. Carbone e E. Sparvoli, Pisa, ETS, 2008, pp. 323-339 ;

Marcel Proust e René Girard: un triplice confronto, in Identità e desiderio. La teoria mimetica e la letteratura italiana, a cura di P. Antonello e G. Fornari, Massa, Transeuropa, 2009, pp. 15-33;

 Ippolito e Fedra in Stendhal, “Rivista di letterature moderne e comparate”, vol LXII, fascicolo I – gennaio-marzo 2009, pp. 1-11;

 Introduzione e commento a J. Racine, Teatro, Milano, Mondadori, “I Meridiani”, 2009;

Il romanzo francese di formazione (in collaborazione con L. Cirrincione, B. Craveri, B. Piqué), Roma-Bari, Laterza, 2009

 Laicità e sacrificio in René Girard : un problema aperto, intervento al convegno svoltosi ad Arezzo il 18 e 19 aprile 2008, in Religioni, laicità, secolarizzazione. Il Cristianesimo come “fine del sacro” in René Girard, a cura di M. S. Barberi e S. Morigi, Massa, Transeuropa, 2009, pp. 91-106.

 Cura di Pubblicare, rappresentare, interpretare, tradurre Racine oggi, Viterbo, Sette Città, 2010.

 Introduzione a Choderlos de Laclos, Le relazioni pericolose, trad. di L. Chiavarelli, Roma, Newton Compton, 1910, pp. 7-11.

Ultimi lavori scientifici disponibili in archivio aperto

  • A proposito di alcuni errori dolosi o colposi nelle traduzioni di Proust
    (Title: A proposito di alcuni errori dolosi o colposi nelle traduzioni di Proust Authors: Beretta Anguissola, Alberto Abstract: Questo articolo utilizza le categorie dell’errore colposo o doloso, così definite, a proposito del lavoro del traduttore, da Giovanni Raboni in un intervento al convegno proustiano di Colorno. Dolosi e quindi gravi sono a suo parere gli errori che derivano dal non resistere alla tentazione di sovrapporre a quella dello scrittore tradotto la propria personalità. La tesi semiseria che qui si sostiene è che in realtà tutti gli errori siano dolosi. Per dimostrarlo si utilizzano due brani di Du côté de chez Swann, e in particolare un clamoroso errore di Natalia Ginzburg (di cui si esplorano le possibili motivazioni ideologiche) e un errore ancor più esilarante commesso da tutti i traduttori di tutte le nazioni del mondo (Raboni compreso), salvo nella traduzione tedesca rivista dallo svizzero Luzius Keller.)
  • Philosophie nouvelle ou fin de la philosophie dans Le Temps retrouvé
    (Title: Philosophie nouvelle ou fin de la philosophie dans Le Temps retrouvé Authors: Beretta Anguissola, Alberto Abstract: Questo intervento si sforza di collocare Proust all’interno del dibattito novecentesco illustrando le varie analogie e differenze rispetto ai punti di vista dei maggiori protagonisti della filosofia di quel secolo. In particolare si cerca di dimostrare che non sono sovrapponibili il percorso disegnato dalla “ricerca” del personaggio che dice “io” (il Narratore) e quello tracciato da Proust nel corso della sua vita a cavallo di due secoli. Questi due itinerari sono addirittura l’uno l’opposto dell’altro, perché la “formazione” del Narratore va dall’iniziale adesione all’oggettività dei valori “esterni” verso una progressiva disillusione che lo libera da questa che finirà per apparirgli “idolatria” e lo farà approdare ad un soggettivismo radicale. Al contrario, Proust ha aderito nella adolescenza e prima giovinezza al soggettivismo del pensiero negativo (decadentismo, simbolismo, Schopenhauer) ma ha recuperato gradualmente un rapporto più unitario e sintetico con le varie sfere della realtà.)
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    (Title: Le texte caché racinien : doutes et hypothèses Authors: Beretta Anguissola, Alberto Abstract: L’articolo studia la funzione che in Britannicus e in Bajazet svolgono i riferimenti a personaggi storici o avvenimenti segnalati dalle fonti di cui si è servito Racine, cioè soprattutto Tacito e gli altri storici che hanno narrato i crimini di Nerone, nonché i vari viaggiatori e diplomatici francesi o inglesi che hanno descritto usi e costumi della Turchia nel Seicento. L’ipotesi è che vi sia un “criptotesto” decifrabile solo mediante la conoscenza di questi elementi intertestuali cui il commento deve quindi dare spazio adeguato. Il dubbio è fin dove possa o debba spingersi questo esercizio di integrazione del senso mediante elementi vari che sono pienamente presenti nel testo solo “in potenza” ma non in atto.)
  • Sull’utilità e il danno della storia per il romanzo: Guerra, cronaca e costume nella “Recherche” di Proust
    (Title: Sull’utilità e il danno della storia per il romanzo: Guerra, cronaca e costume nella “Recherche” di Proust Authors: Beretta Anguissola, Alberto Abstract: Abstract: Parafrasando il titolo di una delle Considerazioni inattuali di Nietzsche, in quest’articolo si mette in luce l’importanza della dimensione storica nella Recherche di Proust, ricordando gli avvenimenti che svolgono un ruolo importante nel romanzo e cercando di esplicitare il significato che essi “aggiungono”, per così dire, alla “fiction”. Nello stesso tempo si prende in esame anche l’ipotesi opposta, e cioè che, sulle orme di Schopenhauer, l’intenzione principale di Proust sia quella di negare qualsiasi valore non solo alla storia ma anche alla dimensione “Tempo”, incapace di modificare i dati essenziali della condizione umana.)
  • Raboni traduttore di “Du côté de chez Swann”
    (Title: Raboni traduttore di “Du côté de chez Swann” Authors: Beretta Anguissola, Alberto Abstract: Questo contributo prende le mosse da un intervento di Giovanni Raboni fatto in occasione di un convegno che si svolse a Colorno in occasione della pubblicazione del primo volume della sua traduzione di Proust nella collana dei “Meridiani” Mondadori (1983). Raboni sosteneva che il traduttore si deve fare perfettamente trasparente, senza aggiungere al testo nulla della propria personalità, in una sorta di autoannientamento. Analizzando alcune traduzioni di Raboni e di altri, si cerca di verificare in che misura si realizzi tale trasparenza e quali risultati produca Description: Disponibile anche alla URL http://www.provincia.padova.it/Comuni/Monselice/traduzione/indice%20complessivo%20atti%20del%20premio.htm)
  • La nostalgia del presente in Proust, Helleu e Boldini
    (Title: La nostalgia del presente in Proust, Helleu e Boldini Authors: Beretta Anguissola, Alberto Abstract: Descrivendo in Le Côté de Guermantes un quadro del pittore immaginario Elstir, che corrisponde esattamente al celebre Dejeuner des canotiers di Renoir, Proust spiega che la “poetica dell’istante” caratteristica dell’impressionismo implica un “sensus finis” e quindi una nostalgia per il presente felice ma minacciato di morte. Questa chiave di lettura viene applicata anche al pittore francese Helleu (che per altri aspetti è anch’egli un modello di Elstir) e a Boldini, la cui “mondanità” è accompagnata da una percezione dolente della realtà.)

           

Direttore: Prof. Giulio Vesperini 

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Segreteria: tel. 0761 - 357876, fax 0761 - 357875

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