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Maria Ferretti

M-STO/04 Storia contemporanea

Ruolo: prof. associato

Studio: Via San Carlo 32, edificio aule 12 e 13, studio n.17

Telefono: 0761 357874

Email: mariaferretti@libero.it



Le pagine con i programmi aggiornati dei singoli insegnamenti sono disponibili sulla piattaforma didattica (http://www.didattica.unitus.it/web/index.asp?anno=2017): selezionare il proprio corso di studio, e poi, dalla colonna di sinistra, il link "Insegnamenti attivi".

Laureata in Lettere all'Università di Roma “La Sapienza” nel 1984, ha conseguito il dottorato di ricerca in storia presso l'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales (E.H.E.S.S., Parigi) con una tesi sul tema “Le mouvement des correspondants ouvriers, 1917-1931: révolution culturelle et organisation du consensus dans l'Union Soviétique des années 1920”, sotto la direzione del Prof. Jutta Scherrer). Specialista di storia russa del XX secolo, la sua attività di studio e ricerca si concentra, in particolare, attorno a due problematiche principali. La prima investe la storia sociale dell'Unione sovietica post-rivoluzionaria, con particolare attenzione al problema della genesi dello stalinismo, studiata non solo e non tanto sul piano polittico e ideologico, privilegiato fino a tempi assai recenti, ma ricollocandola all'interno della trama mobile e complessa delle relazioni assai conflittuali fra la società, nelle sue diverse componenti, e il regime bolscevico in formazione. Dall'altro,  delle vicissitudini della memoria e degli usi pubblici del passato in Unione Sovietica e nella Russia post-comunista. La seconda riguarda invece la memoria storica della Russia sovietica e post-communista, con le molteplici tematiche che vi sono connesse: la formazione della “storia ufficiale” dopo la rivoluzione bolscevica, le tormentate vicissitudini della memoria dello stalinismo, gli usi politici del passato, i processi di rimemorazione del passato e la formazione delle identità collettive e via dicendo. Ha svolto attività di ricerca e seminariali presso l'I.M.S.E.C.O. (Institut du Monde Soviétique et de l'Europe Centrale et Orientale, Parigi), il Centre d'études russes et  soviétiques dell'E.H.E.S.S (ora Centre d'Etude des mondes russes, caucasien et centre- éuropeen, C.E.R.C.E.C.), di cui è tuttora membro, e l'Istituto di Storia dell'Accademia delle Scienze dell'URSS (Mosca). E' stata visiting professor all'École des Hautes Études en Sciences Sociales e presso l'Institut d'Etudes Politiques (Parigi). Ha insegnato per diversi anni Storia russa e Storia del Novecento presso il centro Marc Bloch dell'Università Statale russa per gli studi umanistici (Rossijskij Gosudarstvennij Gumanitarnyj Universitet, RGGU, Mosca). Attualmente è professore associato di Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università della Tuscia. Collabora con diversi gruppi di ricerca internazionali, quali:
- il Centre d'Etudes des mondes russe, caucasien et centre-éuropeen dell'E.H.E.S.S.- C.N.R.S. (Parigi), dove attualmente partecipa a un progetto di ricerca con un gruppo di studiosi russi dell'Accademia delle Scienze e dell'Università di Novosibirsk, diretto dal Prof. Sergej Krasil'nikov per pubblicare la documentazione conservata negli archivi russi sull'”affare di Šachty”, un processo orchestrato nel 1928 dalla polizia politica sovietica che costituisce l'archetipo dei successivi processi staliniani;
- il gruppo di ricerca internazionale “Mémoires historiques d'ici et d'ailleurs”, animato da  Marie-Claire Lavabre (Centre d'Etudes Européennes dell'Institut de Sciences Politiques,  Parigi) e da Bohumil Koss (Università Laval, Québec, Canada) e con cui collaborano anche i “padri storici” della storia della memoria, Philippe Joutard e Pierre Nora ;
- “Usages publics du passé. Atelier international de recherches » dell'E.H.E.S.S., animato da Sabina Loriga e di cui fanno parte fra gli altri studiosi come Jacques Revel, François Hartog;
- collabora inoltre, con alcuni gruppi di studiosi russi, come l'Associazione “Memorial”, dedita allo studio delle repressioni staliniane in primo luogo e alla preservazione della loro memoria, la Fondazione Gorbačev, l'Università statale russa di studi umanistici (RGGU, Mosca) e l'Università Europea di San Pietroburgo.
Collabora, inoltre, con la redazione della rivista Passato e presente e svolge attività di consulenza per la rivista Cahiers du monde russe.

Libri:

1. La memoria mutilata. La Russia ricorda, Milano, Corbaccio, 1993, pp.491.

2. La battaglia di Stalingrado, Firenze, Giunti, 2001, pp.125.

Articoli per argomento:

1. Rivoluzione e rivoluzione culturale

1. “Rivoluzione culturale e formazione del consenso nell'Unione Sovietica degli anni venti: Bucharin e il movimento dei corrispondenti operai e contadini”, Studi Storici, 1987/2, pp.471-503.

2. “Kulturrevolution, Konsensbildung und sozialistische Demokratie”, in T.Bergmann, G.Schafer (dir.), Liebling der Partei'. Bucharin - Theoretiker des Sozialismus, Hamburg, VSA-Verlag, 1989, pp.336-346.

3. “Rivoluzione culturale e formazione del consenso nella società sovietica degli anni '20: il movimento dei corrispondenti operai, 1917-1931”, in A.Masoero, A.Venturi (a cura di), Russica. Studi e ricerche sulla Russia contemporanea, Milano, Franco Angeli, 1990, pp.333-376.

4. “Fête et révolution dans la Russie Soviétique”, in 1789-1917. Vie et destin de deux révolutions, numero speciale di  Cosmopolitiques, dicembre 1989, n.13, pp.25-35.

5. “Révolution et vie quotidienne : le témoignage des correspondants ouvriers de la Pravda (1922)”, Le Mouvement social, N.190, gennaio-marzo 2000, pp.61-95.

6. “’Voglio così tanto vivere fino a rivederti!’. Le lettere della madre a Boris Nikolaevskij in esilio”, Parolechiave, 2009-41, pp.179-212.

7. “Alle origini del sistema sovietico di propaganda: dalla guerra civile alla rivoluzione culturale staliniana”, il corso di stampa negli atti a cura di N.Labanca del convegno “Costruirsi un nemico. La propaganda nella grande guerra e nei conflitti del Novecento”, tenutosi a Rovereto nel settembre del 2009.

2. Lo stalinismo

1. “Pavlik Morozov : il mito e la memoria”, in M.Fincardi (a cura di),  Annali dell’Istituto Gramsci Emilia Romagna, 4-5/2000-01, Bologna, CLUEB, 2003 pp.293-319.

2. “Un operaio di Jaroslavl’, Vasilij Ivanovič Ljulin: per un approccio microstorico alla genesi dello stalinismo”, Passato e presente, 2007, 72, pp.71-100 (pubblicato in russo nella raccolta di saggi curata da S.Krasil’nikov, Sudebnye političeskie processy v SSSR i kommunističeskich stranach Evropy. Sravnitel’nyj analiz mechanizmov i praktki povedenija, Novosibirsk, 2010).

4. “Le repressioni staliniane e gli operai. Un case study”, in corso di stampa negli atti del convegno “Istorija stalinizma: repressirovannaja rossijskaja provincija” [Storia dello stalinismo. La provincia russa repressa], tenutosi a Smolensk nell’ottobre del 2009.

3. Storia e memoria in Russia

1. “Le relazioni internazionali fra storia e memoria nell'Urss della perestrojka: il patto Molotov-Ribbentrop e la tragedia di Katyn”, in The History of International Relations in East and Central Europe. Study Traditions and Reaserch Perspectives, Cluj-Napoca (Romania), 1995, pp.132-141.

2. “Politiche della memoria nella Russia contemporanea: il tabù del nazismo e la rimozione dello stalinismo”, Passato e presente, a.XII (1994), N.33, pp.31-48 (ristampato in L.Paggi (cur .), La memoria del nazismo nell’Europa di oggi, Firenze, La nuova Italia, 1997, pp.357-391 e tradotto in russo in Ju.Afanas’ev (cur.), Drugaja vojna [L’altra guerra], Moscou, RGGU, 1996, pp.405-420).

3. “La mémoire refoulée. La Russie devant le passé stalinien”, Annales. Histoire, Sciences Sociales, 1995/6, pp.1237-1258 (ripubblicato in M.Ferro (cur.), Nazisme et communisme. Deux régimes dans le siècle, Paris, Hachette, 1999, pp.250-271).

4. “Nazismo, guerra e resistenza: il revisionismo e il paradosso della memoria russa”, in E.Collotti (cur.), Fascismo e antifascismo. Rimozioni, revisioni, negazioni, Bari, Laterza, 2000, pp.179-192.

5. “Le stalinisme entre histoire et mémoire: le malaise de la mémoire russe”, in Historiens et usages publics du passé, numero speciale della rivista  Matériaux pour l’histoire de notre temps, Paris, ottobre-dicembre 2002, n. 68, pp.65-81 (traduzione russa: “Rasstrojstvo pamjati: Rossija i stalinizm”, Monitoring obščestvennogo mnenija, 2002/5, pp.40-54)

6. “Percorsi della memoria: il caso russo”, Passato e presente, 2003/2, pp.17-35.

7. “Il malessere della memoria : la Russia e lo stalinismo”, Italia contemporanea, marzo 2004, n. 234, pp.113-142

8. “La mémoire mutilée : la Russie et le Goulag”, Goulag, le peuple des zeks. Sous la direction de G. Piron, Genève, 2004, pp.107-111

9. “L’identità ritrovata. La nuova ‘storia ufficiale’ della Russia di Putin”, Passato e presente, settembre-dicembre 2004, 63 pp.49-62 (traduzione russa: ”Obretennaja identičnost’. Novaja oficial’naja istorija putinskoj Rossii”, Neprikosnovennyj zapas, 2004/4 (36), pp.78-85)

10.  “Neprimirimaja pamjat’: Rossija i vojna. Zametki na poljach spora na žgučuju temu” [La memoria inquieta: la Russia e la guerra. Note a margine di un soggetto scottante], in Neprikosnovennyj zapas, 2005/1 (40-41), ripubblicato in Pamjat’ o vojne 60 let spustja. Rossija, Germanija, Evropa, Moskva, 2005, pp.135-146

11. “Molčanie pamjati: Rossija i revoljucija 1905 goda”, Neprikosnovennyj zapas, 2005\44, pp.5-12 (traduzione italiana: “Il silenzio della memoria. La Russia e la rivoluzione del 1905”, Lo straniero, a. X, n.77, novembre 2006, pp.50-58.

12. “La memoria spezzata. La Russia e la guerra”, Italia contemporanea, n.245, dicembre 2006, pp.525-565 (traduzione russa: “Raskolotaja pamjat’: Rossija i vojna”, Rossija XXI vek, 2010, 2, pp.68-97).

13. “Lo stalinismo e la memoria storica”, in corso di stampa negli atti del convegno curati da B.Kolonickij e L.Engelstein “Istoričeskaja pamjat’ i obščestvo v Rossijskoj imperii i v Sovetskom Sojuze (Konec XIX-načalo XX veka” [Memoria storica e società nell’impero russo e in Unione sovietica (fine XIX-inizio XX secolo)], tenutosi a S.Pietroburgo nel giugno del 2007.

14. “La storiografia russa dopo il naufragio dell’Urss. Temi e ricerche”, in G.Platania (a cura di), L’Europa centro-orientale e la storiografia post 1989. Mutamenti linguistici, storici e transizione socio-politica, Viterbo, Settecittà, 2008, pp.71-100

15. “La nostalgie du communisme dans la Russie post-soviétique”, nel dossier “The Legacy and Memory of Communism in Europe”, Workshop organised by the European Network on Contemporary History (EURHISTXX), Paris, December 17, 2007, http://www.eurhistxx.net.

16. “Memoria pubblica e costruzione dell’identità collettiva nell’Urss degli anni Trenta: l’Aleksandr Nevskij di Sergej Ejzenstejn”, in Francesco Potassio (a cura di), La forma della memoria. Memorialistica, estetica, cinema nell'opera  di Sergej Ejzenstejn, Udine, Forum, 2009, pp. 23-57.

17. “Usages du passé et construction de l’identité nationale dans la Russie post-communiste : la métamorphose de l’image d’Épinal  du dernier tsar et de son époque”, in Korine Amacher e Leonid Heller (a cura di), Le retour des héros. La reconstitution des mythologies nationales à l’heure du post-communisme, Korine Amacher (éds.), Louvain-la-Neuve, Academia-Bruylant, 2010, pp.191-213.

18. “La Shoah e il Gulag nella memoria russa”, in corso di stampa nel volume a cura di Thomas Lindenberger,  Muriel Blaive e Christian Gerbel, Clashes in European Memory. The Case of Communist Repression and the Holocaust, Studien Verlag, Innsbruck, and Transaction Publishers, Brunswick, N.J., 2011.

19.  “Combat pour l’histoire, combat pour la mémoire en Russie : Memorial”, Le Débat, mai-août 2009, n.155, pp.131-140.

20.   “La memoria dello stalinismo in Russia dal disgelo ai nostri giorni”, in corso di stampa negli atti del convegno "Memòria i Història : conflictes, oblits i construcciò dels records collectius a Europa”, tenutosi a Gerona nel marzo del 2009.

4. Revisione della storia, formazione della cultura politica, uso politico del passato

1. “Stalin umer včera... A dejstvitel'no umer li Stalin?” [Stalin è morto ieri… Ma Stalin è morto davvero?], in Inakomysljaščie. Gefter s nami i sam po sebe [I dissidenti. Gefter con noi e in sé], Mosca, 1994, pp.281-290 (ristampato in Ju.Afanas’ev (dir.), Sovetskaja istoriografia [La storiografia sovietica], Mosca, RGGU, 1996, pp.429-446).

2. “De l'engouement pour la liberté à l'apologie de l'autoritarisme: la métamorphose de l'intelligencija démocratique russe. Pour une archéologie de la pensée du libéralisme russe contemporain”, in M.Godet (cur.), De Russie et d'ailleurs. Feux croisés sur l'histoire. Pour Marc Ferro, Parigi, Institut d'Etudes Slaves, 1995, pp.151-165. 

3. “L'intelligencija russa alla ricerca di un'identità: la rinascita della controversia fra occidentalisti e slavofili durante la perestrojka”, Europa Orientalis, vol.XIII, 1994/2, pp.149-188.

4. “Stalin umer včera: avtoritarizm v političeskoj kul'tury sovremennogo russkogo liberalizma” [Stalin è morto ieri: l'autoritarismo nella cultura politica del liberalismo russo contemporaneo], in T.Zaslavskaja (cur.), Kuda idet Rossija?.. Al'ternativy obščestvennogo razvitija [Dove va la Russia? Alternative di sviluppo sociale], II vol., Mosca, Aspekt press, 1995, pp.306-311.

5. “Il sogno infranto. La Russia e l’Occidente agli inizi del nuovo millennio”, Parolechiave, giugno 2004, 31, pp.129-159.

6. “Memoria e uso politico del passato in Russia dalla perestrojka a oggi”, in corso di stampa negli atti del convegno “Istorija stalinizma : itogi i problemy izučenija” [Storia dello stalinismo: bilanci e prospettive di ricerca], tenutosi a Mosca nel dicembre 2008.

5.      La memoria storica

1. «  Mémoires divisées: résistance et guerre aux civils en Italie »,  Annales, 2005/3, pp.627-652.

Pubblicazioni in preparazione

  1. Il Gulag, volume in preparazione per i tipi de Il Mulino (consegna prevista: estate 2011).
  2. Vasilij Ljulin, operaio nella Russia dei Soviet. Resistenza operaia e genesi dello stalinismo, 1917-1932, monografia (consegna prevista: 2013)

Ultimi lavori scientifici disponibili in archivio aperto

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    (Title: Il silenzio della memoria. La Russia e la rivoluzione del 1905 Authors: Ferretti, Maria Abstract: Basandosi sulla prolifera riflessione sul passato che ha caratterizzato la Russia negli ultimi vent’anni, il testo spiega le diverse ragioni per cui, in diversi periodi, la rivoluzione del 1905 è stata rimossa dall’immaginario collettivo: la memoria del 1905 è infatti una memoria scomoda per le principali culture politiche che si sono costituite con il naufragio dell’Urss, il liberalismo e il nazionalismo. Per i liberali, la rivoluzione del 1905, con la sua violenta conflittualità sociale e la fragilità delle élites borghesi urbane, è infatti il segno del fatto che difficilmente la Russia, lasciata a se stessa, avrebbe effettivamente imboccato il cammino delle “magnifiche sorti e progressive” battuto dalle potenze più avanzate dell’Occidente (economia di mercato e liberalismo); per i nazionalisti, che, fautori di una “via particolare” della Russia nell’umana civiltà , si richiamano agli antichi valori di “autocrazia, ortodossia e spirito popolare”, il 1905,propri perché rompe la visione idilliaca e paternalista dello zar piccolo padre del popolo, è ridotta a un semplice complotto ordito dai nemici della grandeur dell’Impero russo e,in quanto pagina nera della storia, va soltanto dimenticata.)
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Direttore: Prof. Giulio Vesperini 

tel. 0761 357899


Segreteria: tel. 0761 - 357876, fax 0761 - 357875

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