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Regolazione della finanza privata

 
 
L'Unità di Viterbo, coordinata da Giulio Vesperini e della quale fanno parte Edoardo Chiti e Anna Moscarini, partecipa ad un progetto di ricerca su "Istituzioni democratiche ed amministrazioni di Europa: coesione ed innovazione al tempo della crisi economica". Partecipano al progetto numerose università italiane e straniere; l'università capofila è quella di Perugia.
 
Il progetto di ricerca dell'unità di Viterbo ha per oggetto le conseguenze della crisi finanziaria sulla regolazione della finanza privata. Crisi e scandali finanziari, come è noto, sono stati spesso seguiti da riforme della regolazione: si pensi, ad esempio, agli interventi adottati a seguito della crisi del '29, che hanno caratterizzato il modello di vigilanza bancaria per più di quarant'anni; ma si pensi anche, in tempi meno lontani, alla istituzione del G20 e del Financial Stability Forum (FSF) a seguito della crisi asiatica alla fine degli anni Novanta. Anche la recente crisi finanziaria globale ha innescato un processo di riforma della regolazione della finanza privata: negli ultimi due anni, per limitarsi alle riforme più importanti, negli Stati Uniti è stato approvato il Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act, la più ampia riforma del settore bancario dagli anni Trenta; il Comitato di Basilea ha elaborato una nuova regolamentazione in materia di capitale delle banche; e l'Unione europea ha operato una riforma della vigilanza finanziaria e adottato una serie di interventi specifici, tra cui quello relativo alle agenzie di rating.
A distanza di quasi quattro anni dal manifestarsi della crisi finanziaria, i tempi sembrano maturi per operare un provvisorio bilancio dei processi di riforma avviati, prendendo in esame in particolare l'ordinamento dell'Unione europea e i suoi Stati membri.
La ricerca intende tentare un simile bilancio affrontando due ordini di questioni.
 
  • Il primo ordine di questioni riguarda la revisione del modello di regolazione. E' possibile affermare che gli interventi realizzati dall'Unione europea e dai suoi Stati membri hanno dato luogo ad un nuovo modello di regolazione? In caso positivo, quali sono i suoi tratti distintivi e caratteristici? E come possiamo valutare l'efficacia della riforma?
 
  • Il secondo ordine di questioni riguarda specificamente l'assetto istituzionale della vigilanza. Qual è stato il ruolo svolto nella recente crisi dalle architetture istituzionali della vigilanza finanziaria? Gli assetti istituzionali degli Stati, degli organismi regionali e di quelli globali si sono rivelati adeguati a prevenire la crisi? Oppure, al contrario, hanno mostrato punti di debolezza e ne hanno facilitato lo sviluppo? In quali modi gli Stati hanno corretto le architetture istituzionali nazionali, regionali e globali della vigilanza finanziaria per evitare nuove crisi finanziarie? Si può parlare di un vero e proprio processo di riforma istituzionale, comune ai principali Stati delle diverse regioni del globo? In caso positivo, quali sono gli approdi, seppure provvisori, di tale processo? Quali sono, ancora, le prospettive di medio periodo delle attuali architetture istituzionali della vigilanza finanziaria? E' possibile, in particolare, individuare dei correttivi e dei miglioramenti?

L'ipotesi dalla quale muove questo progetto è che le riforme in atto non diano luogo a tendenze compiute e coerenti tra loro, ma rappresentino piuttosto un campo gravitazionale che solleva molti problemi funzionali e richiede un ripensamento e ulteriori sforzi di razionalizzazione.
 
Nei due anni di durata del progetto, l'unità svolgerà due attività connesse tra loro, ma parzialmente distinte.
  • Il primo anno sarà dedicato all'attività di raccolta e analisi delle norme e dei materiali relativi agli interventi di regolazione della finanza privata adottati dall'Unione europea. In questa fase, saranno considerati tanto gli interventi sostanziali quanto quelli istituzionali. Questa opera di mappatura è particolarmente importante perché l'intervento posto in essere dall'Unione europea è frammentato, differenziato non sempre ispirato da una politica unitaria e molte delle proposte sono ancora in discussione. La revisione della varietà di interventi dell'Unione europea, poi, deve essere accompagnata da una mappatura degli interventi posti in essere dai sistemi regolatori globali e dagli stessi Stati membri dell'Unione.
  • Il secondo anno sarà dedicato alla ricostruzione della materia, sulla base delle domande di ricerca già evidenziate. In particolare, si cercherà di valutare se i vari interventi di riforma diano luogo o meno ad un modello coerente di regolazione, quali siano le sue eventuali differenze rispetto al modello preesistente, quali siano i suoi punti di forza e quali i punti di debolezza. Quanto alle architetture istituzionali della vigilanza finanziaria, invece, si tenterà di valutare il ruolo delle architetture istituzionali della vigilanza finanziaria nel periodo in cui la crisi del 2008-2009 ha avuto origine e si è manifestata, la riforma degli assetti istituzionali nazionali, regionali e globali che ha seguito a tale crisi, le possibili prospettive e linee di sviluppo.

 

           

Direttore: Prof. Giulio Vesperini 

tel. 0761 357899


Segreteria: tel. 0761 - 357876, fax 0761 - 357875

Via San Carlo, 32 - Viterbo

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